LA DESTRA? CERCATELA TRA I FANTASMI

M.VENEZIANI.jpgdi MARCELLO VENEZIANI

da LIBERO del 22 Novembre 2008

Parlami di destra. Sono in Veneto, giro l’Italia e ovunque sento chiedermi una cosa: parlaci della destra, per favore, almeno tu. Hai scritto libri e pezzi sulla destra, per anni; ora non ne parli più, eviti l’argomento, ti occupi d’altro, non polemizzi più nemmeno; ma non sei preoccupato della scomparsa rapida e indolore della destra? C’è chi si riferisce allo scivolare nella notte di Alleanza Nazionale e del suo capo in testa; c’è chi si riferisce all’annessione forzista, come qualcuno con residuo orgoglio di appartenenza dice, che si papperebbe come una balena la destra italiana. E c’è chi intende proprio la cultura politica, le idee. Alcuni allineati e coperti nell’agonia di An, il partito-eluana a cui staccheranno il filo tra qualche mese, chiedono di tener vivo almeno il ricordo della destra. È come se avessero rinunciato alla realtà e si accontentassero del suo racconto. Finita la cronaca vogliamo la narrativa, il romanzo della destra. Cantaci o diva del pelide… Si, è vero, non ho voglia di parlarne, non ho interesse, ho nausea. Considero ormai chiuso il discorso, inutile.

Mi chiedono suggerimenti sulla destra? Ma chiedeteli a Nicola Latorre, lui vi manda un pizzino con le istruzioni. A chi mi domanda di parlare della destra chiedo di osservare un minuto di silenzio, per ricordarne la scomparsa. Agli ottimisti che invece notano la sopravvivenza vegetativa della destra, suggerisco di evitare l’accanimento terapeutico. Staccate la spina, anche se dispiace alla conferenza episcopale degli eletti. O magari compiace le minisette scismatiche che vedo affollarsi come monolocali in periferia. Ho visto perfino gigantografie in tutta Italia di neopartiti che non riuscirebbero a conquistare nemmeno la maggioranza condominiale, con leader ignoti non dirò alla destra italiana, ma anche allo stretto parentado.

Auto-negazione

Di che vogliamo parlare, dell’eutanasia della destra in Italia mentre è al governo? Delle dichiarazioni pubbliche dei suoi leader esclusivamente incentrate su Auschwitz e dintorni, col sottinteso permanente di scusateci, non siamo più quelli di prima, viva la legge Mancino, perseguitiamo chi esprime solo un’opinione sgangherata sul passato? No, però colpisce l’atmosfera: la loro destra finisce e continuano a scherzare e ballare. La destra finisce e ti chiedono che ore sono, cosa fai di bello… Nessuno accenna un’analisi, una protesta, un’obiezione. Tutto naturale, come l’arrivo dell’autunno e dell’inverno. Non raccolgono consensi ma castagne. E tu? Io mi occupo di altro, ormai; faccio l’idraulico. Se qualcuno uccide la realtà, io non tengo in vita il racconto, non celebro i trigesimi, non faccio la vedova o il cappellano militare per impartire l’estrema unzione. Sciolte le righe ognuno a casa sua, anche se continua a far politica, facendo saggiamente coincidere la professione politica con gli affari propri. In una coalizione come questa, la destra avrebbe dovuto essere la forza con più storia e più cultura, più senso dello stato e spirito pubblico, più difesa della famiglia e della tradizione italiana, mediterranea ed europea, più voglia di incidere sulla formazione civica e sui beni culturali. E invece, totale latitanza, abbandono di ministeri culturali e postazioni strategiche ad altri, liberisti, ex socialisti, nani e ballerine, ottimi nani e brave ballerine, poeti sciampisti, cassiere dell’Upim e via dicendo. Che stanno facendo bene, per fortuna. Voi dite annessione: ma no, chiamatela evaporazione della destra. No, mi dicono ancora i militanti inferociti, evaporazione è troppo nobile, è un esalare, verso l’alto, qui è in giù. Allora chiamatela evacuazione, in senso corporale, o se volete restare alla metafora gasosa, parlate della destra scomparsa come «una scorreggia nello spazio» per dirla con i versi di un celebre poeta padano, in un raptus lirico ispirato dal dio Po. Non ne parla più nessuno, del resto, nemmeno i media, che anzi salutano l’eutanasia come un atto gioioso e civile, una modernizzazione; sia quella di Eluana che la Finis Dexterae. A proposito, un aneddoto. Ovunque parli le platee di destra inveiscono contro il presidente della camera ardente, che per loro ha ucciso la destra. Nel padovano finalmente trovo uno che difende Fini. Poi si presenta, è un assessore di sinistra che non voterà certo Fini. Ah, ecco, ora capisco.

Idee in disarmo

Non è importante la pelliccia, l’etichetta di destra e tutta quella fenomenologia cogliona che di solito l’accompagna. No, parlo dei contenuti anche pratici. Finitela con questa destra, dico finitela come si fa con le bestie in agonia. L’unica, vera consolazione è che si tratta di un disarmo bilaterale, perché accanto hanno staccato la spina anche alla pessima sorella, la sinistra. Se la destra è sparita, la sinistra stramazza a terra. Però là i contenuti, allo stato virale, ancora incidono; in politica la sinistra non c’è più, ma nel potere mediatico e culturale eccome. Da partito e gruppo parlamentare si è fatta cosca, ha perso visibilità, ma esiste e spaccia abecedari, dosi e tanto fumo. Invece a destra chi fa politica si è ritirato a vita privata, pensa solo a sè, gli basta la citazione sui giornali e il potere di scambio per ottenere piaceri: il personale viaggiante della destra oscilla tra la citazione e l’eccitazione. E allora mi dite di che dobbiamo parlare e soprattutto di chi, con chi, quali sono le menti lucide e le orecchie attente a cui rivolgersi? Ma no, parliamo d’altro per favore; di cielo, terra, amori, anime e persone. Alla politica ci pensa lui, il Cavaliere. A sbrigare le faccende domestiche badano i filippini. Noi viaggiamo. Dov’è la destra? Ma chiedetelo al navigatore satellitare, io che c’entro.

LA DESTRA? CERCATELA TRA I FANTASMIultima modifica: 2008-11-27T16:33:54+00:00da eretico4
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “LA DESTRA? CERCATELA TRA I FANTASMI

  1. La destra non è evaporata: i valori dello Stato etico sono universali.

    Sono evaporati, invece, gli omuncoli che si erano detti di destra, e che si sono affrettati a fare i corifei della camera ardente. Un tempo, si sarebbe detto che costoro avevano “molto fegato e poco cervello”: ora non hanno più nulla, nemmeno le palle. Ed il caporale che li ha castrati, trova consensi sempre maggiori proprio a sinistra. Ovviamente.

  2. La destra non può parlare, non può scrivere, non può commentare, non può dire la verità, non può suggerire, i quotidiani non danno voce alla destra, non è di moda.
    La destra può esprimere la verità pena ritorsioni.
    La SINISTRA ha voce VERA o FALSA dappertutto.

  3. Bravo Andrea ! sono molto d’accordo. Un tempo i nostri capi erano tali in quanto dimostrarono di avere fegato e cuore ! In guerra e in pace, in galera e in politica, sotto la persecuzione antifascista e sotto l’attacco mortale del terrorismo.

    Quelli che hanno abbassato ingloriosamente il sipario, oggi, nello squallido e vile intento di alzare la saracinesca di una bottega pei loro laidi affari, son gente priva delle essenziali qualità umane, intellettuali e morali, per dirigere una qualsivoglia forza politica.
    Per noi una forza politica – foss’anche un correntone identitario come lo chiamai in questa sede, all’interno di un contenitore plurale non identitario – deve costituirsi e riconoscersi come noi la intendiamo: una Comunità storica, umana e politica.
    Dove riconoscersi tra camerati, come tra fratelli !

    Al nostro stile.

    Fernando Crociani Baglioni

Lascia un commento