Natale: riflessioni ed auguri di Roberto Jonghi

Milano, 23 dicembre 2008

 Sono un ”Militante di Destra”, quindi: come Europeo non posso che essere Cristiano, come Italiano non posso che essere Cattolico, come Lombardo non posso che essere di Rito Ambrosiano e come “Uomo della Tradizione” non posso che amare e sostenere la Santa Messa in Latino dell’Antico Rito Tridentino, reintrodotto dal Pontefice Regnante. Continuo a festeggiare, come tutti i popoli ariani ed indo-europei, l’ancestrale festa naturale del solstizio d’inverno, nella sua “nuova ed aggiornata versione” cristiana che vede coincidere la vittoria del “Sole Invincibile” con la nascita di nostro Signore Gesù Cristo, Dio rivelatosi per redimere gli uomini e salvare il mondo. Questo è lo spirito con il quale mi approccio alle festività del Solstizio pagano, del Natale cristiano e del Capodanno civile che, personalmente e nessuno me ne abbia a male, considero semplicemente come diverse interpretazioni della medesima Tradizione.

Ma a questo significato storico e spirituale delle festività natalizie si contrappone, oramai da anni, una nuova e diversa versione del tutto materialista, consumista e funzionale al pensiero unico mondialista. Il simbolo di questa degenerazione è la consolidata iconografia di Babbo Natale che, in realtà, nasce come campagna pubblicitaria della Coca Cola. Non più il bizantino San Nicola germanizzato Santa Klaus, ma un vecchio “ciccione-pedofilo” che gestisce un giro d’affari miliardario (monopolizzato dalle multinazionali sioniste), distribuendo (pubblicizzando e vendendo) regali costosi, per la maggior parte assolutamente inutili quando non dannosi alla sicurezza, alla psiche ed alla crescita dei nostri bambini.

E’ giusto festeggiare una ricorrenza importante, vestendosi bene, scambiandosi doni e partecipando a banchetti e libagioni ma bisogna farlo, sopratutto in questi tempi di crisi economica internazionale, in maniera tradizonale, sobria, semplice, frugale e quindi realmente “aristocratica, cristiana e fascista”. Non dobbiamo mai perdere di vista il reale e profondo significato di queste festività che abbiamo il dovere di tramettere ai nostri figli ed ai nostri nipoti. Utilzziamo queste vacanze per riflettere su noi stessi e sul nostro destino (parafrasando gli antichi monaci medievali: ricordiamoci che dobbiamo morire e, quindi, vivere bene) e per apprezzare quanto siamo, nonostante le nostre continue lamentele, materialmente fortunati rispetto alla stragrande maggioranza dell’umanità che ci circonda. Dedichiamo un pò del nostro tempo prezioso (spesso sprecato in stronzate!) ad aiutare il nostro prossimo (etimologicamente colui che ci è più vicino) e che magari ha bisogno del nostro aiuto economico o materiale, del nostro consiglio o conforto, o, più semplicemente, della nostra compagnia e del nostro affetto. Personalmente mi riferisco, veramente, al ”mio” prossimo, alla mia “Comunita” (politica, umana e spirituale), cioè ai tanti Camerati bisognosi: anziani ex combattenti (soli e malati), giovani coppie e famiglie numerose (che non riescono a trovare la necessaria stabilità economica), perseguitati ed incarcerati per avere espresso e-o difeso le loro (nostre) idee.

Riscopriamo l’autentico significato del cameratismo e pratichiamo una vera solidarietà. Auguro a Voi ed ai Vostri cari un sereno Santo Natale, tradizionale in famiglia, ed un Nuovo Anno ricco di benessere spirituale, fisico ed anche economico.

Roberto JONGHI Lavarini

Presidende del Comitato DESTRA PER MILANO – Vice Presidente del Centro Studi PATRIA E LIBERTA’

Natale: riflessioni ed auguri di Roberto Jonghiultima modifica: 2008-12-23T15:47:47+00:00da eretico4
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