SPECIALE AGENZIA FIDES

ELENCO  DEGLI OPERATORI PASTORALI

SACERDOTI, RELIGIOSI, RELIGIOSE E LAICI

UCCISI NELL’ANNO 2008

 

 

“Come agli inizi, anche oggi Cristo ha bisogno di apostoli pronti a sacrificare se stessi. Ha bisogno di testimoni e di martiri come san Paolo: un tempo persecutore violento dei cristiani, quando sulla via di Damasco cadde a terra abbagliato dalla luce divina, passò senza esitazione dalla parte del Crocifisso e lo seguì senza ripensamenti. Visse e lavorò per Cristo; per Lui soffrì e morì. Quanto attuale è oggi il suo esempio!”   (Papa Benedetto XVI, 28 giugno 2007)

  Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Come di consueto alla fine dell’anno, l’Agenzia Fides pubblica l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso del 2008. Secondo le informazioni in nostro possesso, quest’anno sono stati uccisi l’Arcivescovo Mons. Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo Caldeo di Mosul (Iraq), 16 sacerdoti, 1 religioso e 2 volontari laici.

 

 

Panorama dei continenti

 

ASIA

 

Analizzando l’elenco degli operatori pastorali uccisi nel 2008 per continente, anche quest’anno figura al primo posto l’ASIA, bagnata dal sangue di 1 Arcivescovo, 6 sacerdoti, 1 volontaria laica, uccisi in Iraq, India, Sri Lanka, Filippine e Nepal.

 

Di particolare tragicità la morte di Mons. Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo Caldeo di Mosul (Iraq), rapito al termine della Via Crucis, all’uscita della chiesa dello Spirito Santo, la stessa dove, un anno prima, il 3 giugno 2007, erano stati uccisi il parroco e tre diaconi, e poi fatto ritrovare cadavere. “Mons. Rahho ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità. Egli è stato un uomo di pace e di dialogo”: così lo ha ricordato il Santo Padre Benedetto XVI.

 

Tra i sacerdoti uccisi in India citiamo Don Bernard Digal, dell’Arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneshwar, in Orissa (India): il primo sacerdote cattolico rimasto ucciso nella campagna di violenza anticristiana in Orissa che ha provocato, secondo i dati forniti dalla Conferenza Episcopale Indiana, 81 morti; 22.236 profughi accolti nei campi predisposti dal governo e oltre 40.00 persone fuggite dal distretto di Kandhamal; 450 villaggi colpiti dai disordini; 4.677 case distrutte; 236 chiese e 36 fra conventi, istituti e aule religiose distrutti; 5 sacerdoti cattolici e 15 pastori percossi violentemente, una suora violentata e umiliata pubblicamente. Don Bernard venne aggredito e malmenato il 25 agosto, all’inizio dell’ondata di violenze, ed è deceduto due mesi dopo in seguito alle gravi lesioni riportate. “Durante la sua vita p. Bernard ha mostrato determinazione e coraggio nel testimoniare e morire per Cristo. E’ morto da vero cristiano, e subito dopo l’aggressione subita ha perdonato i suoi nemici e persecutori” ha detto p. Mrutyunjay Digal, sacerdote della stessa Arcidiocesi.

 

Ancora in India, nello stato indiano dell’Andra Pradesh, è stato assassinato il sacerdote carmelitano P. Thomas Pandippallyil, mentre si recava in un villaggio per celebrare la Santa Messa.  Mons. Marampudi Joji, Arcivescovo di Hyderabad, ha negato con forza l’attività di “proselitismo e conversione forzate” di cui qualcuno aveva accusato p. Thomas. Secondo l’Arcivescovo il crimine è stato il risultato del clima di “gelosia verso la Chiesa cattolica”, colpevole solo di lavorare per lo sviluppo delle zone più povere e abbandonate del Paese e impegnata a sostenere e aiutare quanti sono vittime di violenze e oppressioni.

 

Nello stato di Uttarakhand (India settentrionale) sono stati ritrovati i corpi senza vita di un sacerdote cattolico, p. Samuel Francis, e di una volontaria laica, Mercy Bahadur, che avevano scelto una vita eremitica in un “ashram”, monastero indù adattato alla tradizione cristiana. Secondo la Conferenza Episcopale dell’India, l’omicidio sembra la conseguenza di un tentativo di rapina, dal momento che il luogo è stato saccheggiato.

 

Nello Sri Lanka, ad Ambalkulam (diocesi di Jaffna), in un territorio che è terreno di scontri fra l’esercito e i ribelli tamil, è stato ucciso il  sacerdote Mariampillai Xavier Karunaratnam, parroco della chiesa di Vannivi’laangku’lam, attivista per i diritti umani, fautore del dialogo e della riconciliazione, fondatore e presidente dell’organizzazione “North East Secretariat on Human Rights”, che aveva denunciato le violazioni e gli abusi della guerra e fornito assistenza psicologica alle popolazioni rimaste vittima del conflitto.

 

Padre Jesus Reynaldo Roda, OMI (Missionari Oblati di Maria Immacolata) è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Tabawan (Filippine), dove guidava una piccola stazione missionaria, portando avanti l’attività pastorale per una comunità cattolica di una trentina di persone, gestendo programmi di istruzione e di dialogo interreligioso. Mentre stava recitando il Rosario un gruppo di aggressori ha tentato di rapirlo, e alla sua resistenza è stato percosso e ucciso. Secondo la Conferenza Episcopale delle Filippine, il sacerdote aveva già ricevuto minacce da parte di dissidenti islamici legati al gruppo Abu Sayyaf , ma aveva rifiutato la scorta.

 

La piccola comunità cattolica del Nepal conta il suo primo sacerdote ucciso, il Salesiano p. Johnson Moyalan. Nel cuore della notte un gruppo di uomini armati è penetrato nella missione salesiana di Sirsia, a circa 15 km dai confini tra l’India e il Nepal, uccidendo il missionario con due colpi di arma da fuoco. Tra le ragioni dell’omicidio, oltre al furto o ad un tentativo di estorsione, si considera anche la possibilità che vi sia implicato un gruppo di estremisti indù che opera nella zona, che in passato ha minacciato le comunità cristiane e musulmane.

 

 

AMERICA

 

Sono 5 i sacerdoti uccisi in America: 2 in Messico e 1 in Venezuela, Colombia e Brasile.

 

In Messico sono stati uccisi don Julio Cesar Mendoza Acuma, morto in ospedale in seguito all’aggressione subita nella sua casa parrocchiale la notte precedente,  e don Gerardo Manuel Miranda Avalos, ucciso da un colpo di pistola al petto mentre stava entrando nell’Istituto “Fray Juan de San Miguel” di cui era direttore.

 

Nella sua abitazione a Caracas (Venezuela) è stato trovato il cadavere del sacerdote Pedro Daniel Orellana Hidalgo. Sul corpo i segni di strangolamento, le mani legate, un bavaglio sulla bocca e diverse escoriazioni. Dal suo appartamento erano stati rubati oggetti personali.

 

Don Jaime Ossa Toro, dell’Istituto per le  Missioni estere di Yarumal, è stato accoltellato a Medellin, nel nord-est della Colombia. Il corpo è stato trovato nella sua abitazione, accanto alla chiesa di Emaús, dove era parroco.

Infine il sacerdote Nilson José Brasiliano, è stato ucciso a coltellate nello stato brasiliano del Paranà, e il suo corpo gettato in una scarpata lungo la strada, tra la paglia ed il fogliame, vittima di una rapina.

 

 

AFRICA

 

In Africa hanno perso la vita in modo violento 3 sacerdoti, 1 religioso ed 1 volontario laico, in Kenya, Guinea Conakry, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo.

 

In Kenya sono stati uccisi P. Michael Kamau Ithondeka, vice Rettore del Mathias Mulumba Senior Seminary di Tindinyo, e P. Brian Thorp, dei missionari di Mill Hill, ritrovato senza vita nella canonica della sua parrocchia a Lamu, nell’Arcidiocesi di Mombasa. P. Michael è stato ucciso ad un posto di blocco illegale stabilito da una banda di giovani armati sulla strada Nakuru – Eldama, nella Rift Valley, la zona dove sono più violenti gli scontri e le vendette a sfondo etnico, mentre P. Brian apparentemente risulta vittima di una rapina a mano armata avvenuta nella notte.

 

Fratel Joseph Douet, 62 anni, dei Fratelli dell’istruzione cristiana di San Gabriele, è stato assassinato a Katako, in Guinea Conakry, nel collegio che aveva fondato. Mentre era in preghiera alcuni malviventi lo hanno legato e gli hanno messo un sacco in testa, soffocandolo, probabilmente a scopo di rapina.

 

Don John Mark Ikpiki, è stato ucciso ad Isiokolo (stato del Delta, Nigeria), a poca distanza dalla stazione di polizia locale, da rapinatori che volevano rubare la sua automobile, poi ritrovata abbandonata.

 

Nella martoriata Repubblica Democratica del Congo ha trovato la morte anche il volontario laico Boduin Ntamenya, originario di Goma (Nord Kivu) ucciso mentre stava svolgendo il suo lavoro in zona di guerra. Lavorava per l’Ong italiana AVSI e faceva parte di una equipe di formatori che appoggia e sostiene gli insegnanti e gli studenti che lavorano e studiano in zone di conflitto. Da anni, con coraggio, generosità e passione, lavorava per dare speranza al suo Paese e ai suoi fratelli, accettando di addentrarsi tra le colline e le foreste del Congo in zone dove la guerriglia è all’ordine del giorno.

 

 

EUROPA

 

In Europa sono stati uccisi 2 sacerdoti, entrambi in Russia.

 

Due sacerdoti gesuiti, padre Otto Messmer e padre Victor Betancourt, sono stati uccisi nella loro abitazione, a Mosca. I mezzi di comunicazione russi hanno diffuso la notizia dell’arresto dell’omicida, che ha confessato. Si tratta di uno psicopatico, persona già nota alla polizia perché arrestata precedentemente per altri fatti.

 

Un elenco mai concluso

 

A questo elenco provvisorio stilato annualmente dall’Agenzia Fides, deve comunque essere aggiunta la lunga lista dei tanti di cui forse non si avrà mai notizia, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano anche con la vita la loro fede in Cristo. Si tratta di quella “nube di militi ignoti della grande causa di Dio” – secondo l’espressione coniata da Papa Giovanni Paolo II – a cui guardiamo con gratitudine e venerazione, pur senza conoscerne i volti, senza i quali la Chiesa e il mondo sarebbero enormemente impoveriti.

“Vivere nella fede in Gesù Cristo, vivere la verità e l’amore implica rinunce ogni giorno, implica sofferenze. Il cristianesimo non è la via della comodità, è piuttosto una scalata esigente, illuminata però dalla luce di Cristo e dalla grande speranza che nasce da Lui”. (Benedetto XVI, udienza generale, 5 novembre 2008)

 

(S.L.) (Agenzia Fides 30/12/2008)

 

DATI, COMMENTI E APPROFONDIMENTI SUGLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NEGLI ULTIMI ANNI SI POSSONO TROVARE SUL NOSTRO SITO: www.fides.org

SPECIALE AGENZIA FIDESultima modifica: 2009-01-15T06:56:12+00:00da eretico4
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento