Boris Pahor

Associazione Nazionale tra i Congiunti dei Deportati Italiani

 scomparsi o uccisi in Jugoslavia (A.N.C.D.J.)

Il Presidente.

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Trieste 8 febbraio 2009

Egregio dottor Gunter Januth

Sindaco di Merano,

 

    Ho saputo che ieri 7 febbraio, “il noto autore sloveno Boris Pahor”, invitato dalla Sua amministrazione per il Giorno della Memoria 2009, ha parlato delle repressioni italiane contro la popolazione slovena, argomento diffusamente trattato nella sua produzione letteraria, in cui spicca il cosidetto caso “Necropolis”, di cui tutti parlano ma che sicuramente né Lei né i Suoi collaboratori avete letto.

    Per colmare detta lacuna, Le riporto, signor Sindaco, quanto a pagina 42 di questo libro, il Suo illustre invitato scrive sull’idioma tedesco, che è la lingua madre di Lei e dei sud tirolesi come Lei:   Ora so che avrei imparato bene anche il tedesco, se solo non avesse suscitato in me già da ragazzo, una ripugnanza istintiva; tutte le mie cellule, tutti i miei tessuti, nessuno escluso, gli si erano schierati contro.”

 

    Non mi è chiaro quale nesso ci sia tra l’Olocausto ebraico cui è dedicata ogni anno la Giornata della Memoria, e la fantomatica e mai avvenuta repressione italiana nei confronti delle popolazioni slovene di cui il Pahor parla sempre citando i soliti pacchiani falsi storici, iniziando da quello dei “centomila sloveni cacciati dalla Venezia Giulia dopo la Grande Guerra”, continuando con quello delle camicie nere che ballavano intorno all’Hotel Balkan, incendiato dai terroristi sloveni, assassini di Giovani Nini e Luigi Cascina, per proteggersi la fuga, per concludere con quello del maestro italiano che a scuola appendeva all’attaccapanni le bimbe slovene, legandole per le trecce dei capelli !!!!

    Egli, dimostrando tutta la sua onestà intellettuale, cela che già dal 7 gennaio 1911, il quotidiano Edinost, organo ufficiale della sparuta minoranza slovena, aveva esposto il programma per la soluzione finale del problema italiano nella Venezia Giulia. Detto programma dice: “La nostra lotta è per il dominio, non cesseremo mai finchè non avremo ai nostri piedi, ridotta in polvere, l’italianità di Trieste che celebra la sua ultima orgia prima della morte. Domani noi sloveni inviteremo questi votati alla morte a recitare il confiteor.”

 

    Perciò signor Sindaco, visto che la Giornata della Memoria dell’ Olocausto ebraico è stata “celebrata” nella Sua città da uno sloveno, compatriota dei partigiani comunisti sloveni infoibatori di italiani e di tedeschi ed autori della pulizia etnica tanto in Istria quanto nella zona di Gottschee-Kocevije, mi permetto di attirare la Sua benevola attenzione sui nomi di: Castagnedi Pionerio nato a Merano il 6-1-1897, GdF fatto scomparire a Trieste il 1-5-1945; Grossmann Rodolfo nato a Merano il 2-3-1904, civile assassinato nella sua abitazione di Abbazia (Fiume) il 3-3-1944; Krock Giuseppe nato a Samtal-Sarentino (Bolzano) il 25-7-1912, soldato RSI fatto scomparire nei pressi di Trieste il 16-4-1945; Pilotto Gualtiero nato a Lana di Sotto (Bolzano) il 17-6-1925, milite 2° Rgt. MDT. Istria, fatto scomparire da Capodistria il 4-5-1945; Perez Ernesto nato a Merano il 15-7-1919, civile assassinato a Jamiano di Doberdò del Lago (Gorizia) il 2-12-1944; Ruepp Florindo nato a Malles (Bolzano) nel 1925, bersagliere RSI fucilato nel gulag di Borovnica (Slovenia) il 29-7-1945; Unterhofer Eugenio nato a Selva Molino (Bolzano) nel 1922, bersagliere RSI morto per fame stenti e sevizie nel gulag di Skofia Loka (Slovenia) il 8-7-1945. Inoltre, da notizie fornite dalla studiosa slovena Troha, risultano morti per le stesse cause, sempre nei gulag sloveni di Skofia Loka Freitag Riccardo, Pflattner Francesco da Campo Impreus, Reiner Francesco, Wolhmuth Antonio e di Knapp Francesco deceduto nel gulag di Borovnica.

 

    Le chiedo perciò di organizzare, per la Giornata del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo, un incontro della nostra Associazione con i giovani studenti meranesi, in modo da commemorare questi loro Caduti conterranei, vittime di tempi e di uomini feroci.

 

Confidando in una Sua cortese risposta positiva mi firmo.

 

Dr. Giorgio Rustia.

 

 

P.S. Qualora la Sua amministrazione non avesse la disponibilità economica per finanziare tale incontro, noi siamo pronti a venire a Merano a nostre spese.

 

Boris Pahorultima modifica: 2009-02-09T05:06:00+00:00da eretico4
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