Lettera Aperta

Al Sindaco di Trieste

Comm. Roberto Dipiazza

 

Trieste, 23 febbraio 2009

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Signor Sindaco,

il Consiglio Direttivo del Circolo Culturale “Norma Cossetto” – Circolo che, come noto, è stato fondato ed è tutt’ora composto per la gran parte da ex allievi dell’Istituto Magistrale Regina Margherita di Parenzo e nel cui direttivo siedono molti che conobbero personalmente la Martire cui è dedicato o ne sono addirittura parenti, oltre ad essere congiunti di altri infoibati – , riunitosi in seduta straordinaria il giorno 23 febbraio a seguito dello scoprimento del monumento alla memoria di Norma Cossetto lo scorso 21, in considerazione delle numerose rimostranze pergiunte e di alcune rilevanti dimissioni di protesta in seno al Consiglio del Circolo stesso, all’unanimità mi ha investito del mandato di:

riconfermare la contrarietà del Circolo “Norma Cossetto” non solo all’intitolazione di una via periferica, decentrata e difficilmente raggiungibile, nonché priva di numeri civici se non per il 2 e 4 apposti su un magazzino industriale – e di cui l’allora vicesindaco Codarin assicurava una sicura conversione in zona verde – ma anche e soprattutto al fatto che la città di Trieste, “capitale morale dell’esodo” abbia dedicato un monumento alla Martire simbolo di tutte le vittime innocenti della violenza del ’43 e del ’45 in simile luogo, senza peraltro minimamente interessare né il Circolo né la principale organizzazione di esuli, l’Unione degli Istriani, o altra associazione rilevante almeno sul piano locale, a conferma della piena adesione alle critiche pubblicamente espresse dall’Unione degli Istriani – Libera Provincia dell’Istria in Esilio, cui il Circolo aderisce, alla vigilia dello scoprimento;

preso atto delle condizioni in cui si trovava il monumento in oggetto già nella giornata seguente all’intitolazione – ovvero coperto dalle autovetture dei posteggi riservati che impediscono l’accesso al monumento e già imbrattato da passanti ed animali domestici – ed avendo constatato come l’iscrizione sulla stele presenti gravi errori sia sintattici che, persino, di contenuto risultando erronea e fuorviante – Norma Cossetto venne prelevata da partigiani italiani con l’inganno e, suo malgrado, sottoposta a sequestro, violenza ed inumane torture da partigiani slavi per la sua italianità e non si immolò volontariamente come pare desumersi dall’iscrizione – , chiederLe un incontro urgente al fine di trovare le necessarie condivise soluzioni a detta contingenza che risulta offensiva alla reale memoria delle tragedie di cui la Martire fu protagonista e svilente per l’immagine della città di Trieste stessa.

 

Certo di un Suo pronto interessamento, a nome del Circolo Culturale “Norma Cossetto” che mi onoro di presiedere, resto a disposizione per ogni dettaglio.

 

 

Il Presidente

Enrico Neami

Lettera Apertaultima modifica: 2009-02-25T06:36:00+00:00da eretico4
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