JONGHI a 360°

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Sullo scioglimento di Alleanza Nazionale e la sua confluenza nel Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi, trovate centinaia di articoli e commenti su giornali, radio, televisioni ed internet. Nonostante la mia ultima tessera di AN risalga al 1998, non posso nascondere una certa commozione per questa ultima e storica svolta della “destra di governo” proveniente dal glorioso Movimento Sociale Italiano.

Sicuramente la destra italiana non muore con AN ed è molto probabile nel PDL ci sarà più spazio per portare avanti i nostri valori e le nostre idee. Perlomeno questo è il mio sincero auspicio, suffragato dalle ripetute dichiarazioni di Silvio Berlusconi che ha parlato di “un grande e nuovo partito popolare, plurale e post-ideologico, aperto a tutte le forze non di sinistra”.

Vedremo, ripeto, senza preconcetti e senza preclusioni, rimanendo sempre uomini liberi e coerenti. Se nel PDL ci sarà assicurato il giusto spazio (legittimazione culturale ed agibilità politica) bene, altrimenti, troveremo altri luoghi e nuovi strumenti per portare avanti la nostra storia e continuare con il nostro impegno di disinteressata militanza patriottica.

Del resto, a destra del PDL, la situazione rimane invariata e desolante: una decina di gruppi principali in lite fra loro, una continua polverizzazione e la nascita giornaliera di nuove sigle in tutta Italia. Vedremo se La Destra, di Storace e Buontempo, sciolta AN, riuscirà a calamitare l’area ed a porsi come credibile alternativa politica ed elettorale. Le prossime elezioni europee saranno, da questo punto di vista, un passaggio fondamentale, come, da tempo, previsto dalle analisi di Gabriele Adinolfi.

Io rimango me stesso, senza rinnegare nulla della mia storia politica e nessuno dei miei amici e Camerati. Ero e sono un “Militante della Tradizione”, un “Uomo di Destra” (nazionale, popolare, sociale, radicale, identitaria) che, molto semplicemente, cerca le “armi” più efficaci ed i “campi” più adatti per portare avanti le proprie battaglie, innanzitutto culturali, poi sociali ed infine politiche. Cerco di rimanere “spiritualmente e moralmente” integro pur confrontandomi con tutti, soprattutto con tutte “le destre”, a 360°, al di là di qualsiasi schema o gabbia sociale ed ideologica.

Per questo, venerdì scorso, accettando il cortese invito di un vecchio Camerata milanese, mi sono incontrato e piacevolmente intrattenuto a parlare di cultura e geopolitica, anche, con l’eurodeputato Mario Borghezio, noto esponente della Lega Nord, con il quale abbiamo concordato una collaborazione su alcune specifiche iniziative in difesa della identità dell’Europa, contro il mondialismo e la società multirazziale.

Infine, proprio oggi, ricade il 90° Anniversario della Fondazione dei Fasci di Combattimenti, in Piazza San Sepolcro a Milano, nel 1919. Non credo al caso ma al fato ed all’importanza dei simboli. Oggi onoriamo la geniale intuizione di Benito Mussolini e la nascita del magnifico Fascio Primogenito di tante e diverse energie patriottiche.Jonghi fascista? Spaziotemporalmente SI” Nel senso meta-storico e meta-politico che in quel momento ed in quel luogo, sicuramente lo sarei stato. Il mio “Fascismo” (visto da destra come quello di Julius Evola ed Adriano Romualdi) è una appartenenza spirituale allo stesso fiume della Tradizione europea: quelle sono le mie fonti, le mie radici, la mia storia, la mia anima! Nello stesso modo mi sento “Cetnico, Zarista, Sudista, Vandeano, Spartano”, ovvero mi sento di appartenere ad un determinato filone e di incarnare precisi valori universali, immutabili ed eterni, per i quali mi sono sempre battuto e continuerò a farlo con le “armi” politiche che avrò a disposizione.

Milano, 23 marzo 2009

Roberto Jonghi Lavarini

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JONGHI a 360°ultima modifica: 2009-03-23T13:31:03+00:00da eretico4
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2 pensieri su “JONGHI a 360°

  1. Rendo omaggio e meriti all’analisi di Roberto Jonghi Lavarini alla quale con PATRIA E LIBERTA’ toto corde mi associo.
    Ieri l’altro 21 e ieri 22 marzo alla Fiera di Roma qualcuno si commosse: chi per euforia entusiastica della svolta, chi per malinconia dello scioglimento e scomparsa di un simbolo caro per 63 anni come la Fiamma tricolore, chi perchè angosciato e smarrito dall’abbandono o demolizione della propria casa, come può capitare ad un anziano sfrattato dalla dimora di tutta la vita… A tal punto è stato un bene, Camerati, ma ricordiamoci che tra i commossi del primo tipo euforico come un coccodrillo sazio della preda, c’è il primo protagonista, lo spegnitore col soffio finale compiaciuto della Fiamma che fu ideata da Giorgio Almirante. Il grande assente, il grande ignorato al quale, con Roberto e Voi tutti elèvo al nostr stile il saluto alla voce:

    CAMERATA GIORGIO ALMIRANTE !

    PRESENTE !

    PRESENTE !

    PRESENTE !

    Fernando Crocian Baglioni

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