Graziano Udovisi

n1643374812_7780.jpgFernando Crociani Baglioni: E’ MANCATO IERI 10 MAGGIO 2010 IL GR.UFF. DOTT. GRAZIANO UDOVISI, ULTIMO (DEGLI UNICI DUE) SOPRAVVISSUTO DELLE FOIBE. TENENTE DELLA MILIZIA NAZIONALE TERRITORIALE DELL’ISTRIA. CATTURATO DAI PARTIGIANI COMUNISTI TITINI PRESSO POLA, IN QUESTE GIORNATE DEL 1945, FU GETTATO IN UNA FOIBA LEGATO COL FIL DI FERRO AD ALTRE VITTIME. FORTUNOSAMENTE PRECIPITO’ IN UNA POZZA D’ACQUA SUL FONDO DELLA FOIBA E CON UN ALTRO COMPAGNO DI SVENTURA SI SALVO’, RISALENDO NOTTETEMPO LA PARETE DELLA FOIBA RIGUADAGNANDO LA SUPERFICIE. REQUIEM ! CAMERATA GRAZIANO UDOVISI ! PRESENTE !
REQUIEM !

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Si ringrazia L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia per la notizia del decesso:http://www.anvgd.it/index.php?option=com_content&task=view&id=8574&Itemid=111Oggi, lunedi 10

Graziano Udovisiultima modifica: 2010-05-11T11:44:00+00:00da eretico4
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7 pensieri su “Graziano Udovisi

  1. E’ MORTO UN GRANDE PATRIOTA DIFENSORE DELL’ITALIANITA’ DELL’ISTRIA

    Il 10 maggio è venuto a mancare Luigi Papo de Montona, un esempio per tutti gli istriani, per attivismo, dedizione e coraggio, qualità che ha sempre dedicato alla sua terra natìa…

    Il nostro pensiero lo accompagna da Roma alla bella Montona, che oggi sorride aspettando il suo ritorno…

    ASSOCIAZIONE CULTURALE CRISTIAN PERTAN

  2. Ultima bandiera

    Il plumbeo autunno del 1943 che nella storia dell’Istria vide l’inizio delle persecuzioni a danno degli italiani e di tutti coloro che non intendevano piegarsi alla violenza elevata a sistema, deve essere ricordato per avere proposto alla memoria storica tanti esempi di fede nei grandi valori di civiltà e di giustizia: in tutta sintesi, di Patria. Basti pensare all’estremo sacrificio di Norma Cossetto, assunta a simbolo del martirologio giuliano e dalmata.

    Nella memoria degli Eroi si devono annoverare gli esempi di coraggio e di forza, non soltanto morale, dati da tutti coloro che in quei giorni si impegnarono per la difesa di una nobile terra italiana e combatterono fino all’ultimo senza alcuna certezza, se non quella di tenere alta la bandiera dell’onore. Fra i tanti, Libero Sauro, figlio dell’Eroe capodistriano; Bruno Artusi, che più tardi avrebbe fondato il Comune di Pola in Esilio; e Luigi Papo, che il 4 ottobre 1943 diede vita al Gruppo “Unghia di Leone” nella nativa Montona.

    Oggi, anche Papo è “andato avanti” ed ha concluso la “buona battaglia” ma ha lasciato agli Esuli superstiti, ai loro amici, ai loro eredi ed a tutti gli italiani di buona volontà un messaggio di speranza suffragato dall’impegno di tutta una vita. Basti dire che sono un centinaio le opere di carattere storico e celebrativo che Papo ha pubblicato per la Causa, a cominciare dal grande “Albo d’Oro” in cui vengono riportati, assieme ai dettagli di riferimento, i Nomi di migliaia di Martiri e di Caduti nelle foibe, nelle acque dell’Adriatico, nelle cave istriane, negli ultimi combattimenti e nei campi di detenzione jugoslavi.

    Vale la pena di rammentare che dopo il “diktat” la Jugoslavia chiese all’Italia, in conformità all’art. 15 del trattato di pace, la consegna di oltre 700 “criminali di guerra” o presunti tali: cosa che lasciava molti dubbi, se non altro perché si trattava di una cifra abnorme, superiore a quella complessivamente richiesta da tutti gli altri Paesi vincitori, ivi compresi Albania, Etiopia e Grecia. Grazie al cielo, quei “criminali” non vennero lasciati alla vendetta di Tito: nell’elenco, paradossalmente, c’era anche Luigi Papo, che aveva la sola “colpa” di essersi battuto per 18 mesi a salvaguardia dell’italianità istriana e dei suoi valori civili ed umani.

    Qualcuno ha sostenuto che Papo si fosse impegnato dalla “parte sbagliata” ma quanto accadde in quel periodo tragico e nei lunghi anni successivi che videro la persecuzione sistematica della stessa dissidenza jugoslava dimostra che si tratta di una tesi sempre opinabile, e nella fattispecie, a più forte ragione inaccettabile.

    Come scrisse Teseo Tesei, indimenticabile Medaglia d’Oro della seconda guerra mondiale, non importa tanto il vincere quanto l’agire “bene, con coraggio e con dignità”: cosa che fecero indubbiamente Luigi Papo e quanti ne abbracciarono le convinzioni e gli auspici, affidando ai posteri un messaggio che non può e non deve essere disperso. La storia non è finita il 10 febbraio 1947 e non finisce certamente oggi: anzi, gli onori che vengono tributati all’ultima Bandiera non si limitano a costituire un pur doveroso e suggestivo rito ma esprimono la volontà di “egregie cose” ispirate ad un grande esempio di patriottismo e di forza morale.

    Esuli fiumani, istriani e dalmati

  3. CITTA’ D’ITALIA CHE HANNO ONORATO I MARTIRI DELLE FOIBE NELLA PROPRIA TOPONOMASTICA
    Un sentito ringraziamento
    Città – Alfabetico
    ABBIATEGRASSO (Milano) Parco Martiri delle Foibe
    ACQUAVIVA DELLE FONTI (Bari) Piazza Martiri delle Foibe
    ACQUI TERME (Alessandria) Piazza Martiri delle Foibe
    ALBANO SANT’ALESSSADRO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    ALBIGNASEGO (Padova) Viale Martiri delle Foibe
    ALESSANDRIA Via Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati
    ALESSANDRIA Via Vittime delle Foibe
    ALGHERO fraz. Fertilia (Sassari) Via Martiri delle Foibe
    ALLERONA scalo (Terni) Largo Martiri delle Foibe
    ALTAMURA (Bari) Via Caduti delle Foibe
    ALTAVILLA VICENTINA fraz. Tavernelle (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    ANCONA Scalinata Italiani di Istria Fiume e Dalmazia
    ANTRODOCO (Rieti) Giardino Martiri delle Foibe
    AREZZO Largo Martiri delle Foibe
    ARONA (Novara) Largo Martiri delle Foibe
    ASSISI – S.Maria degli Angeli (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    AVEZZANO (L’Aquila) Via Martiri delle Foibe
    BADIA POLESINE (Rovigo) Via Martiri delle Foibe
    BARANZATE (Milano) Giardino Martiri delle Foibe
    BARI Via Martiri delle Foibe
    BASCHI (Terni) Piazza Martiri delle Foibe
    BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    BAUCINA (Palermo) Via Martiri delle Foibe
    BELLUNO Piazzale Vittime delle Foibe
    BENEVENTO Piazzale Martiri delle Foibe
    BETTONA (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    BIASSONO (Monza-Brianza) Via Martiri delle Foibe – Istria (1943 – 47)
    BOLOGNA Giardino Martiri d’Istria, Venezia Giulia e Dalmazia,
    BOLOGNA Rotonda Martiri delle Foibe
    BONATE SOPRA (Bergamo) Parco Martiri delle foibe
    BORGO SAN DALMAZZO (Cuneo) Piazzale Vittime delle Foibe
    BRA (Cuneo) Piazza Martiri delle Foibe
    BRESCIA Via Martiri delle Foibe
    BRESCIA Via Vittime d’Istria, Fiume e Dalmazia
    BRINDISI Via Martiri delle Foibe
    BRONI (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    BRUGHERIO (Monza-Brianza) Parco Martiri delle Foibe
    BUDRIO (Bologna) Via Vittime delle Foibe
    BUSSOLENGO (Verona) Viale Martiri delle Foibe
    CAGLIARI Parco dei Martiri delle Foibe
    CALCINAIA fraz. Fornacette (Pisa) Via Vittime delle Foibe
    CALCINATO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    CALOLZIOCORTE (Lecco) Parco Martiri delle Foibe
    CAMAIORE (Lucca) Via Martiri delle Foibe
    CAMOGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe
    CARAPELLE (Foggia) Via Martiri delle Foibe
    CARDITO (Napoli) Via Martiri delle Foibe
    CASALE MONFERRATO (Alessandria) Via Vittime delle Foibe
    CASERTA Via Martiri delle Foibe
    CASSANO DELLE MURGE (Bari) Parco ai Martiri delle Foibe e all’Esodo Istriano-giuliano-dalmata
    CASTEL MAGGIORE (Bologna) Rotonda Martiri delle Foibe
    CASTELFRANCO EMILIA (Modena) Via Martiri delle Foibe
    CASTELLABATE fraz. Lago di Castellabate (Salerno) Via Martiri delle Foibe
    CASTELLABATE fraz.. San Marco (Salerno) Via Norma Cossetto
    CASTELLABATE fraz.. San Marco (Salerno) Via Giovanni Romito – Vittima delle Foibe
    CASTELLAMONTE (Torino) Via Martiri delle Foibe
    CASTELNUOVO DEL GARDA (Verona) Via Martiri delle Foibe
    CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (Mantova) Via Martiri delle Foibe
    CEGLIE MESSAPICA (Brindisi) Via Martiri delle Foibe
    CERVETERI (Roma) Via Martiri delle Foibe
    CERVIA (Ravenna) Parco Martiri delle Foibe
    CHIARI (Brescia) Piazzetta Martiri delle Foibe
    CHIUPPANO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    CHIVASSO (Torino) Via Martiri d’Istria e Dalmazia
    CITTA’ DI CASTELLO (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    CIVITANOVA MARCHE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    CIVITAVECCHIA (Roma) Parco Martiri delle Foibe – Parco Uliveto
    COGGIOLA (Biella) Largo vittime delle Foibe
    COLLEGNO (Torino) Giardino Esuli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia
    COMO Piazza Martiri Foibe Istriane
    COMO Rondello Don Angelo Tarticchio
    COMO fraz. Albate Giardini Martiri italiani delle Foibe istriane
    CONEGLIANO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
    COPERTINO (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    CORNAREDO (Milano) Via Vittime delle Foibe
    CORTEMAGGIORE (Piacenza) Via Martiri delle Foibe
    COSTA VOLPINO (Bergamo) Parco Martiri delle Foibe
    CREAZZO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    CREMA (Cremona) Piazza Istria e Dalmazia (Martiri delle Foibe)
    CRESCENTINO (Vercelli) Via Martiri delle Foibe
    DANTA DI CADORE (Belluno) Via Vittime delle Foibe
    DESENZANO DEL GARDA (Brescia) Via Martiri Italiani delle Foibe
    DOMODOSSOLA (Verbano-Cusio-Ossola) Piazzale Vittime delle Foibe Istriane
    DUE CARRARE (Padova) Piazza Norma Cossetto
    DUE CARRARE (Padova) Piazza Vittime delle Foibe
    FABRIANO (Ancona) Via dei Martiri delle Foibe Istriane
    FERMO Largo Vittime delle Foibe
    FERRARA Via Martiri delle Foibe
    Fidenza (Parma) proposta attesa delibera Via Martiri delle Foibe
    FIRENZE Largo Martiri delle Foibe
    FOGGIA Piazza dei Martiri Triestini
    FOLIGNO (Perugia) Piazzale Martiri delle Foibe
    FONDI (Latina) Piazza Martiri delle Foibe
    FONTANIVA (Padova) Via Martiri delle Foibe
    FORLI’ (Forlì-Cesena) Via Martiri delle Foibe
    FORTE DEI MARMI (Lucca) Piazza Martiri delle Foibe
    FOSSO’ (Venezia) Via Martiri Giuliani e Dalmati
    FRANCAVILLA AL MARE (Chieti) Via Martiri delle Foibe
    FROSINONE Piazza Martiri delle Foibe
    GALATINA (Lecce) Piazza Vittime delle Foibe
    GATTINARA (Vercelli) Piazza Martiri delle Foibe
    GAVIRATE (Varese) Piazza Martiri delle Foibe 1943 – 1945
    GAVORRANO (Grosseto) Via Martiri d’Istria
    GENOVA Passo Vittime delle Foibe
    GORIZIA Largo Martiri delle Foibe
    GORIZIA Via Norma Cossetto
    GOZZANO (Novara) Via Vittime delle Foibe
    GRADO (Gorizia) Piazza Martiri delle Foibe (pass. a mare)
    GROSSETO Piazza Martiri delle Foibe Istriane
    GRUGLIASCO (Torino) Giardino Vittime delle Foibe
    GRUMOLO DELLE ABBADESSE (Vicenza) Piazza Norma Cossetto
    GUIDONIA MONTECELIO – Villalba (Roma) Piazza Martiri delle Foibe
    IMPERIA Giardini Martiri delle Foibe
    JESI (Ancona) Piazza Martiri delle Foibe
    JESI (Ancona) Via Martiri delle Foibe
    JESOLO (Venezia) Viale Martiri delle Foibe
    LAMEZIA TERME (Catanzaro) Via Martiri delle Foibe (attesa uff. delibera)
    LANCIANO (Chieti) Piazza Martiri delle Foibe
    L’AQUILA Via Norma Cossetto
    LATERZA (Taranto) Via Martiri delle Foibe
    LATINA Piazzale Martiri delle Foibe
    LATINA Viale Martiri di Dalmazia
    LATISANA (Udine) Via Martiri delle Foibe
    LAVAGNO fraz. San Pietro (Verona) Via Martiri delle Foibe
    LAZZATE (Monza-Brianza) Largo Martiri delle Foibe
    LECCE Via Martiri delle Foibe
    LECCO Riva Martiri delle Foibe
    LEGNAGO (Verona) Via Norma Cossetto
    LEINI’ (Torino) Via Martiri delle Foibe
    LEONESSA (Rieti) Largo dei Martiri delle Foibe Istriane
    LICATA (Agrigento) Piazzale Martiri delle Foibe
    LIMBIATE (Monza-Brianza) Piazza Martiri delle Foibe
    LISSONE (Monza-Brianza) Piazza Martiri delle Foibe
    LOANO (Savona) Via Martiri delle Foibe
    LOCRI (Reggio Calabria) Via Martiri delle Foibe
    LONIGO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    LUCCA Via Martiri delle Foibe
    MACERATA Via Vittime delle Foibe
    MAIOLATI SPONTINI (Ancona) Largo Martiri delle Foibe
    MANDANICI (Messina) P.zza Carabiniere Domenico Bruno-Martire delle Foibe
    MAPELLO (Bergamo) Via Esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia
    MAPELLO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    MARCELLINA (Roma) Piazza Martiri delle Foibe
    MARINO (Roma) Piazzale Caduti delle Foibe
    MARTIGNACCO (Udine) Piazzale Martiri delle Foibe
    MASSA (Massa-Carrara) Parco del ricordo ai Martiri delle Foibe.
    MAZARA DEL VALLO (Trapani) Via Martiri delle Foibe
    MELISSANO (Lecce) Piazza Martiri delle Foibe
    MESSINA P.zza Martiri delle Foibe, Esuli di Istria, Fiume e Dalmazia
    MILANO Via Martiri Triestini
    MILANO Largo Martiri delle Foibe
    MIRANDOLA (Modena) Via Martiri delle Foibe
    MODENA Via Martiri delle Foibe
    MODUGNO (Bari) Parco del Ricordo delle Foibe
    MOGLIANO VENETO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
    MONCALIERI (Torino) Via Vittime delle Foibe
    MONTE PORZIO (Pesaro) Via Martiri delle Foibe
    MONTEBELLUNA (Treviso) Vicolo Martiri Giuliani e Dalmati
    MONTECCHIO MAGGIORE (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    MONTELUPONE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    MONTEROTONDO (Roma) Largo Martiri delle Foibe
    MONTESILVANO (Pescara) Via Martiri delle Foibe
    MORTARA (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    MUGNANO DI NAPOLI (Napoli) Via Vittime delle foibe
    NANTO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    NARDO’ (Lecce) Piazzale Martiri delle Foibe
    NEPI (Viterbo) Parco Martiri delle Foibe
    NERVIANO (Milano) Via Martiri delle Foibe
    NISCEMI (Caltanisetta) P.za Martiri delle Foibe di Istria, Dalmazia e V.G.
    NOCERA UMBRA (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    NOCETO (Parma) Via Martiri delle Foibe
    NOVARA Via Vittime delle Foibe
    NOVATE MILANESE Giardino Martiri delle Foibe
    NOVENTA VICENTINA (Vicenza) Via Vittime delle Foibe
    ORIA (Brindisi) Via Martiri delle Foibe
    ORISTANO Via Martiri delle Foibe
    OSPITALETTO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    OSTRA VETERE (Ancona) Giardino Martiri delle Foibe
    OZIERI (Sassari) Via Martiri delle Foibe
    PADOVA Passaggio Martiri delle Foibe
    PADOVA Via Nicolò e Pietro Luxardo
    PAGNACCO (Udine) Piazzale Martiri delle Foibe
    PALAZZOLO SULL’OGLIO (Brescia) Piazza Martiri delle Foibe Istriane
    PARMA Via Martiri delle Foibe (seduta n.1 6.4.09 app.all’unanimità – str.n. 9)(Intit. N.1173 del 17.09.09)
    PASIAN DI PRATO (Udine) Via Martiri delle Foibe
    PERUGIA Via Vittime delle Foibe (Parco)
    PESARO (Pesaro-Urbino) Parco Esuli Giuliano-Dalmati
    PESCARA Piazza Martiri Dalmati e Giuliani
    PESCHIERA DEL GARDA (Verona) Via Caduti delle Foibe
    PIETRASANTA (Lucca) Piazza Martiri delle Foibe
    PIGNATARO MAGGIORE (Caserta) Via Caduti delle Foibe
    PIOVE DI SACCO (Padova) Via Martiri delle Foibe
    PISA Rotonda Martiri delle Foibe
    POGGIORSINI (Bari) Via Martiri delle Foibe
    POMEZIA (Roma) Via Martiri delle Foibe
    PONTE SAN PIETRO (Bergamo) Piazza Martiri delle Foibe
    PONTEDERA (Pisa) Via Caduti delle Foibe
    PORDENONE Pedonale/ciclabile Martiri delle Foibe
    PORRETTA TERME (Bologna) Piazza Martiri delle Foibe
    PORTOFERRAIO (Livorno) Via Martiri delle Foibe
    PORTOGRUARO (Venezia) Via Vittime delle Foibe (attesa delibera)
    PORTOMAGGIORE (Ferrara) Via Martiri delle Foibe
    POVOLETTO (Udine) Ponte Martiri delle Foibe
    PRATO Via Martiri delle Foibe
    PRIVERNO (Latina) Giardino Martiri delle Foibe
    PUTIGNANO (Bari) Via Martiri delle Foibe
    QUATTORDIO (Alessandria) Via della Memoria (Vittime delle Foibe)
    RAPALLO (Genova) Piazzale Martiri delle Foibe
    RAVENNA fraz. Porto Corsini Parco Martiri delle Foibe
    RECANATI (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    REGGELLO (Firenze) Via Caduti delle Foibe
    REGGIO EMILIA fraz. Coviolo Viale Martiri delle Foibe
    RICCIONE (Rimini) Piazzale Martiri delle Foibe
    RIVA DEL GARDA (Trento) Largo Caduti delle Foibe
    RIVAROLO CANAVESE (Torino) Via Martiri delle Foibe
    ROBECCO SUL NAVIGLIO (Milano) Via Martiri delle Foibe
    ROCCALUMERA (Messina) Piazzetta Vittime delle Foibe
    ROMA Via Norma Cossetto
    ROMA Via Icilio Bacci
    ROMA Via Riccardo Gigante
    ROMA (Laurentina) Largo Vittime delle Foibe istriane
    RONCHI DEI LEGIONARI (Gorizia) Piazzale Martiri delle Foibe
    ROSA’ (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    ROVATO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    ROVERETO (Trento) Largo Vittime delle Foibe 1943 – 1947
    RUVO DI PUGLIA (Bari) Via Martiri delle Foibe
    SABAUDIA (Latina) Largo dei Martiri delle Foibe
    SALO’ (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    SALO’ (Brescia) Galleria Martiri delle Foibe
    SAN BONIFACIO (Verona) Piazza Martiri delle Foibe
    SAN DANIELE DEL FRIULI (Udine) Via Luxardo
    SAN DONA’ DI PIAVE -Calvecchia (VE) Via Martiri delle Foibe
    SAN GIOVANNI ILARIONE (Verona) Via Martiri delle foibe
    SAN GIOVANNI LUPATOTO (Verona) Parco Martiri delle Foibe
    SAN LAZZARO DI SAVENA (Bologna) Via Martiri delle Foibe
    SAN MAURO TORINESE (Torino) Vittime delle Foibe e degli Esuli da Istria, Fiume, Dalmazia, Alto Isonzo.
    SAN MINIATO fraz. Ponte a Egola (Pisa) Via Vittime delle Foibe
    SAN SEVERO (Foggia) Largo Vittime delle Foibe
    SANREMO (Imperia) Via Martiri delle Foibe
    SANTA MARGHERITA LIGURE (Genova) Giardini Vittime delle Foibe
    SANTA MARINELLA (Roma) Parco Martiri delle Foibe
    SANT’ANGELO LODIGIANO (Lodi) Via Martiri delle Foibe
    SAONARA (Padova) Via Martiri Giuliani e Dalmati
    SASSARI Via Martiri delle Foibe
    SASSO MARCONI -Borgonuovo (Bologna) Piazzale Vittime delle Foibe
    SASSUOLO (Modena) Piazza Martiri delle Foibe
    SAVIGLIANO (Cuneo) Via Martiri delle Foibe
    SCAFATI (Salerno) Via Martiri delle Foibe
    SEDICO (Belluno) Via Martiri delle Foibe
    SELCI (Rieti) Piazza Martiri delle Foibe
    SEREN DEL GRAPPA (Belluno) Via Vittime delle Foibe
    SERIATE (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    SERVIGLIANO (Fermo) Via Martiri delle Foibe
    SETTIMO TORINESE (Torino) Via Vittime delle Foibe
    SIMERI CRICHI (Catanzaro) Piazza Vittime delle Foibe
    SOVIZZO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    SURBO (Lecce) Largo Vittime delle Foibe
    TARANTO Piazzale Vittime delle Foibe
    TEMPIO PAUSANIA (Olbia-Tempio) Via Martiri delle Foibe Istriane
    TEOLO (Padova) Via Martiri delle Foibe
    TERAMO Via Martiri delle Foibe
    TERAMO fraz. Piano d’Accio Via Norma Cossetto
    TERMINI IMERESE (Palermo) Largo Martiri delle Foibe
    TERMOLI (Campobasso) Largo Martiri delle Foibe
    TERRALBA (Oristano) Piazza Martiri delle Foibe
    THIENE (Vicenza) Vi Martiri delle Foibe
    TOLMEZZO (Udine) Largo Vittime delle Foibe ed Esuli di Istria, Fiume, Dalmazia ed A.Isonzo (II Guerra Mondiale e dopoguerra)
    TOMBOLO fraz. Onara (Padova) Via Martiri delle Foibe
    TORRE MAGGIORE Foggia) Via Martiri delle Foibe
    TORTONA (Alessandria) Giardini Esuli Istriani, Fiumani, Dalmati e Rimpatriati
    TRENTO Via Vittime delle Foibe
    TREVISO Piazza Martiri delle Foibe
    TRICASE (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    TRIESTE Largo don Francesco Bonifacio
    TRIESTE Via Norma Cossetto
    TRIESTE Viale Martiri delle Foibe
    TROFARELLO (Torino) Via Martiri delle Foibe
    TUGLIE (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    TUORO (Caserta) Via Martiri delle Foibe
    UGGIATE TREVANO (Como) Piazzetta 10 febbraio – Giorno del Ricordo delle Vittime delle Foibe e dell’Esodo
    URGNANO (Bergamo) Piazza Martiri delle Foibe
    VALDOBBIADENE (Treviso) Parco Martiri delle Foibe
    VALEGGIO SUL MINCIO (Verona) Via Martiri delle Foibe
    VARESE Via Istria – Martiri delle Foibe
    VASTO MARINA (Chieti) Via Martiri Istriani
    VEDELAGO fraz. Casacorba (Treviso) Piazza Martiri delle Foibe
    VELLETRI (Roma) Via Martiri delle Foibe
    VENEZIA fraz. Marghera (Venezia) Piazzale Martiri Giuliano-Dalmati delle Foibe
    VENTIMIGLIA (Imperia) Giardini Martiri delle Foibe
    VERBANIA (Verbano-Cusio-Ossola) Parco Norma Cossetto
    VERCELLI Via Martiri delle Foibe
    VICENZA Largo Martiri delle Foibe
    VIGEVANO (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    VIGONZA (Padova) Via Martiri delle Foibe
    VIGUZZOLO (Alessandria) Piazza Vittime delle Foibe
    VILLAFRANCA IN LUNIGIANA (Massa Carrara) Piazza Martiri delle Foibe
    VILLONGO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    VITERBO Largo Martiri delle Foibe Istriane
    VITTORIA fraz. Scoglitti (Ragusa) Via Martiri delle Foibe
    VOGHERA (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    VOLPIANO (Torino) Via Vittime delle Foibe
    ZOAGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe

    I Morti dimenticati
    Non troverete i loro nomi sui libri di storia nelle scuole.
    Per questo parleremo di Loro.

    INDOCTI DISCANT ET AMENT MEMINISSE PERITI
    (chi ignora impari e chi conosce ami ricordare)

    LE IDEE NON SI STROZZANO, ED ANZI DAL PATIBOLO RISORGONO, TERRIBILMENTE FECONDE” (Vedetta d’Italia” 1950)

    LA VERITA’ PUO’ IMPIEGARE TANTO TEMPO A RIVELARSI MA ALLA FINE ARRIVA, SEMPRE.

  4. MARIA PASQUINELLI PATRIOTA E COMBATTENTE PER L’ITALIANITA’

    I polesani (di Pola) che tanto hanno creduto e riposto fede nella Patria, sono al massimo della disperazione dopo la notizia del trattato * di pace. Improvvisamente, dalla folla assiepata in Via Carducci per la rassegna militare britannica, esce una giovane donna che estrae dalla borsetta una rivoltella e spara tre colpi, in rapida successione, contro il generale inglese Robin W. De Winton. I soldati britannici rimangono per un lungo momento sbigottiti e tardano a reagire: solo uno di loro si avvicina a Maria Pasquinelli, la disarma e l’arresta.

  5. http://www.istitutonastroazzurro.org/documents/21/gennaiofebbraio2009.pdf

    Pola 10 febbraio 1947: una gelida bora spazza le strade della città; le luci dei bar sono spente, le saracinesche dei negozi abbassate, gruppi di persone si affannano imprecando intorno a carri e carretti, carichi di masserizie. È una giornata non soltanto alquanto fredda ma anche infaustamente impegnativa: in quelle stesse ore, a Parigi, i rappresentanti del Governo italiano firmeranno il Trattato di pace, che strappa all’Italia l’Istria, le isole adriatiche e l’enclave di Pola. Quest’ultima è protetta da una guarnigione britannica, comandata dal brigadiere generale Robert W. De Winton, al quale tocca il compito di procedere al più delicato degli adempimenti previsti dal patto: la consegna alle autorità militari jugoslave. Per circa venti mesi la 13a Brigata di fortezza ha protetto gli abitanti, cullandola, con la sua presenza, nell’illusione di sfuggire all’amaro destino subito da altri italiani della regione. Ciò che ieri era sembrato un sogno, oggi è diventata una triste realtà: i polesani si sentono abbandonati e traditi dai loro protettori. Il Comando militare titino ha chiesto che il passaggio dei poteri sulla città di Pola avvenga in concomitanza della firma del Trattato di Pace. Pertanto la guarnigione britannica è schierata davanti alla sede del Comando e attende il suo generale. Appena giunto, De Winton è invitato a passarla in rassegna. La cerimonia si svolge sotto la pioggia sferzante e davanti a pochi curiosi che levano fremiti di furore, mormorii di disapprovazione e d’ira. Il generale sta avvicinandosi al reparto schierato allorché, dalla piccola folla presente, esce una giovane donna che si dirige verso l’alto ufficiale, estrae dalla borsetta una pistola ed esplode quattro colpi senza pronunciare una parola. Tre proiettili raggiungono al cuore il generale che immediatamente perde la vita; un quarto ferisce un soldato che ha cercato di proteggere il suo comandante.
    Compiuto il delitto, la giovane rimane immobile, quasi fosse in trance, lasciandosi catturare dai soldati, che si sono gettati sopra di lei, senza opporre resistenza. Le Autorità alleate, considerata la delicatezza dell’evento,
    mantengono il riserbo sull’incredibile fatto, ma non della stessa opinione sono i titini che fanno circolare le più balzane versioni: dall’isterismo al delitto passionale, alla provocazione fascista e così via, tante altre ciarle. Solo più tardi un breve scoop di Indro Montanelli, inviato del “Corriere della sera”, rivela la vera motivazione dell’attentato. Le guardie hanno trovato in tasca all’attentatrice un biglietto-confessione che dice: “Io mi ribello, col fermo proposito di colpire a morte chi ha la sventura di rappresentare i Quattro Grandi, i quali, alla Conferenza di Parigi, in oltraggio ai sensi di Giustizia, di Umanità e di saggezza politica, hanno deciso di strappare ancora una volta dal grembo materno le terre più sacre d’Italia, condannandole agli esperimenti di una “novella Danzica” o, con la più fredda consapevolezza che è correità, al giogo jugoslavo, sinonimo per la nostra gente indomabilmente
    italiana, di morte in foiba, di deportazione, di esilio”.
    Animata da un fervente amor di patria, Maria Pasquinelli, questo il casato, aveva agito “da sola e di propria iniziativa”, convinta del doloroso accordo stipulato a Parigi, edotta dell’influenza sovietica sulla Jugoslavia e consapevole delle azioni genocide sui territori da essa rivendicati, certa
    che, per gli abitanti di Pola, si aprivano le porte dell’esodo.
    Nata a Firenze, aveva vissuto a lungo a Bergamo, dove si era diplomata maestra elementare e, successivamente, laureata in pedagogia. Aveva, altresì, frequentato la “Scuola di mistica fascista” a Roma e, con la dichiarazione di guerra, si arruolò quale crocerossina volontaria, seguendo i nostri soldati in Africa Settentrionale. Ma, un bel giorno, constatata “l’insufficiente partecipazione al combattimento di chi l’aveva predicato”, nonché il basso morale “non illuminato da alcun ideale”, lasciò, nel novembre del 1941, l’Ospedale di El Abiar, si travestì da soldato, con la testa rapata, e i documenti falsi, raggiungendo la prima, linea. In seguito, scoperta, fu restituita ai suoi superiori, che ne disposero il rimpatrio.
    Nel gennaio del 1942, Maria Pasquinelli chiese di essere inviata come docente in Dalmazia e insegnò l’italiano nelle scuole di Spalato ma, dopo l’8 settembre, la giovane insegnante dette tutta l’anima al recupero delle salme dei nostri soldati uccisi in Dalmazia e in Istria dagli slavi, oltre a documentare
    le stragi di italiani infoibati. A Spalato scoprì una fossa comune, dove giacevano duecento militari della Divisione Bergamo e altri cittadini.
    Domiciliatasi a Trieste, la Pasquinelli cercò di unire la Decima Mas e i partigiani della Franchi e della Osoppo con l’intento di salvaguardare l’italianità della regione. Per questa sua attività fu arrestata dai tedeschi e minacciata di deportazione. Ma, grazie all’intervento del Comandante Valerio Borghese fu restituita alla libertà. Appresa, inoltre, la notizia che i “Quattro Grandi” avevano abbandonato Pola e l’Istria “a un destino senza scampo”, per richiamare l’attenzione del mondo sul dramma degli italiani dell’Istria, uccise il Gen. De Winton. In realtà, l’attentato fece molto rumore, sollevò interrogativi e suggerì qualche autocritica.
    Fatta eccezione della stampa comunista, che liquidò sbrigativamente, come un rigurgito fascista l’episodio, “i giornali di tutto il mondo mostrarono comprensione e simpatia per la giovane donna italiana” e, alquanto significativo è un dispaccio diffuso in quei giorni dall’Associated Press, la più
    importante agenzia giornalistica americana. Il corrispondente di Pola, Michael Goldsmith, scriveva: “Molti sono i colpevoli.
    I polesani italiani non trovano nessuno che comprende i loro sentimenti. Il Governo di Roma è assente, gli slavi sono apertamente nemici in attesa di entrare in città per occupare le loro case, gli Alleati freddi ed estremamente guardinghi. A questi, specie agli inglesi, gli abitanti di Pola imputano di non
    aver mantenuto le promesse, di averli abbandonati”.
    La Corte Militare Alleata di Trieste processò, due mesi dopo il triste evento, Maria Pasquinelli: “l’imputata si dichiarò colpevole e spiegò le ragioni che l’avevano indotta a compiere l’attentato”. Il 10 aprile fu pronunciata la sentenza che la condannava a morte Maria Pasquinelli l’accolse in silenzio, mentre il pubblico rumoreggiò e le donne scoppiarono in lacrime.
    Il giorno seguente, Trieste fu inondata da una pioggia di manifesti tricolori, sui quali era scritto: “Dal pantano d’Italia è nato un fiore: Maria Pasquinelli”.
    La pena capitale, in seguito, fu commutata in quella di ergastolo e la Pasquinelli fu trasferita al penitenziario di Perugia. Tornò in libertà nel 1964, non concesse mai interviste e cercò di farsi dimenticare vivendo a Bergamo.
    Nino B. Lo Martire

  6. 19 settembr 2010 – Presentazione a Pordenone

    Stefano Zecchi – Quando ci batteva forte il cuore

    Piaccia o meno, non è vero che in Istria si sia gioito per la “liberazione dai tedeschi”.
    Forse, ciò vale per altre Regioni settentrionali, ma non per Venezia Giulia e Dalmazia, dove si sapeva benissimo di che pasta fosse fatto il nuovo padrone.
    Anzi, nell’ottobre 1943, dopo la prima ondata degli infoibamenti di cui furono Vittime, tra gli altri, Norma Cossetto e suo padre, la Divisione “Prinz Eugen” fu salutata come liberatrice. Era un paradosso, ma solo in apparenza: i partigiani di Tito si comportavano decisamente peggio della Wehrmacht.
    Del resto, grazie all’arrivo dei tedeschi fu possibile mettersi al lavoro ed estrarre dalle foibe alcune Vittime della prima ondata, assassinate dai “graniciari” dopo l’otto settembre, prima che le forze dell’Asse avessero potuto riprendere il controllo dell’Istria.
    Al contrario, dopo la seconda ondata della primavera 1945, proseguita a lungo anche a guerra finita, e quantitativamente maggiore, i recuperi furono preclusi dal fatto che il controllo del territorio era in mano saldamente titina (e che tale sarebbe rimasto dopo il “diktat” del 1947),

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