DESTRA PER MILANO

Milano, 17 ottobre 2008

 209991495.jpgL’incontro-aperitivo di ieri sera è andato molto bene. Voglio ringraziare tutti gli amici e camerati che sono intervenuti, dimostrandomi, non solo il loro affetto ma anche il loro sostegno alla mia recente scelta politica  di aderire ad Area Identitaria e quindi al PDL di Berlusconi.

In particolare, ci tengo, a ringraziare: Matteo “Stizza Pisoni” (Responsabile di Area Identitaria in Lombardia), Marco Battarra (animatore della casa editrice e libreria Spazio Ritter di Milano), Luca “Kassa” Cassani (ultimo Segretario Provinciale milanese del Fronte della Gioventù di Via Mancini), la Contessa Elena Manzoni di Chiosca (mamma della indimenticabile Pippa Bacca), Fausto Montrone (già Consigliere Comunale di Milano e Dirigente dell’Aler), il ricercatore storico Pierangelo Pavesi (curatore di diversi libri sulla R.S.I.), Franco Seminara (Segretario Regionale del sindacato nazionale UGL-Credito), Stelio Franco Traversa (già responsabile milanese del Fronte Nazionale di Adriano Tilgher) e  Marco Valle (già dirigente nazionale del FdG, del MSI e della Fiamma Tricolore).

 Alla fine dell’aperitivo, proseguito, come nella nostra “migliore” tradizione (goliardica, dannunziana e cameratesca) fino a notte fonda, il giovane imprenditore  Lorenzo Castello, alias “il Cileno”, è stato nominato vice-Presidente del Comitato Destra per Milano.

Roberto Jonghi Lavarini

DESTRA PER MILANOultima modifica: 2008-10-17T17:05:42+02:00da eretico4
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7 pensieri su “DESTRA PER MILANO

  1. Alcuni lettori mi hanno domandato se e quanta “identità” sarà possibile affermare, sostenere, rappresentare all’interno del POPOLO DELLA LIBERTA’.
    Credo che l’entità di un connotato identitario lo si trovi e lo si misuri dalla forza che si va ad esprimere all’interno di quel “contenitore” plurale che certamente sarà il PDL.
    Ma sarà necessario munirsi di grande pazienza e solida capacità tattica per inserirsi bene, a fronte di famiglie politiche che se pur formalmente si scioglieranno resteranno come ambienti e gruppi di potere.
    Dunque compatti, ragazzi, per poter testimoniare e affermare l’irinunciabile e non negoziabile identità, e poter contare ! Attenti a farsi rispettare, in quanto un partito di massa che si dice non identitario lo sarà in quanto rispetti l’identità di tutti, nostra compresa !
    E soprattutto attenti naturalmente, ragazzi, a non lasciarsi “usare”, com’è nel vecchio vezzo di taluni inveterati avventurieri del cabotaggio politico e delle anticamere, sempre esclusi dai salotti, ma inguaribilmente a caccia di poltrone e stipendi, dopo l’ennesima piroletta e giravolta ….

    Fernando Crociani Baglioni

  2. A Roberto Jonghi Lavarini
    Il semplice fatto di aver partecipato ad un aperitivo, in un bar a due passi da casa mia, non mi sembra sufficiente a fare intendere la mia implicita adesione al Tuo movimento.Preciso di non aver partecipato ad alcuna riunione. Ritengo offensivo per la mia storia politica che il mio nome venga in un qualsiasi modo accostato al PDL dell’antifascista On. Gianfranco Fini.
    Cordiali saluti.
    Stelio Franco Traversa

  3. Risposta a Stelio Franco Traversa

    Caro Camerata, l’Italiano è una lingua estremamente chiara e penso di conoscerla abbastanza bene ed di utilizzarla in maniera corretta. Ti ho semplicemente citato per ringraziarTi della Tua, significativa quanto gradita, presenza al mio aperitivo che era chiaramente una riunione politica aperta a tutti.

    Fatta questa dovuta precisazione, aggiungo, che mi hai personalmente detto di non occuparti più di Politica e che comprendevi la mia scelta di aderire al PDL. Comprendere non è certamente condividere, tantomeno aderire a Destra per Milano ma è certamente una posizione politica chiara di apertura ad un progetto politico.

    Concludo che la mia adesione al PDL, come quella di altri validi Camerati come i militanti di PATRIA E LIBERTA’ ed AREA IDENTITARIA, non comporta nessuna abiura delle mie radici politiche, culturali, filosofiche e spirituali. Fini parla per sè, al limite per AN ma il nostro riferimento è Silvio Berlusconi che ha chiaramente e definitivamente liquidato l’antifascismo come “cosa del passato”.

    Cordiali saluti

    Roberto Jonghi Lavarini

  4. Cari camerati, l’antifascismo badogliano non ci toglierà il sonno della notte. Subimmo quello rosso degli anni di piombo, quando colpivano a tradimento. E quello subdolo, persecutorio e fazioso dell’arco costituzionale in prima Repubblica. Già. Quando anni ’70 e ’80, ammazzare un fascista non doveva esser reato…
    Figuriamoci se quello finiano del 2008 ci possa turbare più di tanto …
    I cacciatori di poltrone e stipendi – sempre esclusi dai salotti buoni, nonostante il loro agitato imperversare nelle anticamere, tremebondi e col cappello in mano…. – se la fanno addosso quando incontrano chi contesta – dentro o fuori del PDL – questo antifascismo da palcoscenico.
    Temono, poveretti, pei loro posti in lista ?! … O per la poltroncina in qualche consiglio d’amministrazione dove si prende… il gettone ! la pagnottella, e qualche scampolo di bustarella !
    Camerati, godiamocelo tutto lo spettacolo ! Tanto vergognoso da diventare comico.
    L’abiura di Fini ? Ma chi gli dà retta?
    Non ce ne può fregar di meno !

    Fernando Crociani Baglioni

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